A GRANDE RICHIESTA, AGGIUNTA TERZA REPLICA SABATO 14 MARZO ALLE 19:00
con Silvia Laniado, Luigi Orfeo e Riccardo D’angelo
di Luigi Orfeo
Serata di gala in un teatro di provincia, stasera si canta l’opera, con ensemble musicale e cantanti di grido.
Ma siamo in guerra e quindi si fa di necessità virtù.
Ma qual è la necessità e quale la virtù?
Al buio delle candele si celebra un ultimo rito d’addio al teatro e all’opera:
tragicomico come tutti gli addii che sanno di esser tali.
Poi d’improvviso l’incanto, il sogno di rifugiarsi nel teatro come in un bunker antiatomico e, attendendo la pace, recitare, insieme, tutte le opere.
Sarebbe bello, ma non si può.
Questo luogo è inutile,
il teatro va sgomberato,
ordine esecutivo immediato:
tre… due… uno… agenti, sfondate le porte!
BOOM
Il teatro è inutile. Non è utile nelle emergenze, nelle crisi, nelle guerre. Non sono utili le persone che vi lavorano.
A meno che non si destinino ad altri impieghi, per esempio al fronte. Sì, al fronte.
Questo spettacolo inizia come una commedia brillante, diventa opera barocca e si conclude come dramma moderno.
In scena tre personaggi: un esperto d’opera senza cellulare, una cantante lirica con l’indole clownesca, un pianista a cui in Russia hanno mozzato la lingua.
Non c’è molto altro da sapere, se non che in scena c’è Silvia Laniado, interprete unica, che riesce a mischiare cifre tra loro opposte con grande virtuosismo, dal grottesco al lirico, capace di cantare la Traviata come un soprano e Pagliacci come un buffone.
C’è Riccardo D’Angelo, pianista con grandi capacità sceniche. E poi ci sono io, Luigi Orfeo, che ho scritto il testo e curato la regia.








