Immaginate una guida turistica balcanica, col suo abito lucido di dubbio gusto, che vi obbliga a fargli delle foto, a ridere alle sue battute, a seguirlo per il salto mortale che fanno i tuffatori di Mostar.
Immaginate di tornare indietro nel tempo e vedere cosa è successo davvero alla gente che viveva lì durante la guerra. Come è sopravvissuto chi c’è riuscito? E a che prezzo?
Ma niente patetismi, il Crazy Bosnian guy che ci guida saprà dissacrare ogni momento di commozione, ogni brandello di poesia, ogni eroico gesto.
Uno spettacolo immersivo, divertente, straziante e potente.
A Casa Fools, apriamo la stagione teatrale con uno spettacolo pluripremiato e un’interpretazione che vi lascerà senza fiato.
Vincitore del “FringeMi Festival” Milano 2025, lo spettacolo narra della guerra nei Balcani come specchio della guerra dei nostri giorni. Crazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città, Mostar, nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace, sopra le righe: il suo soprannome, se l’è guadagnato sul campo.
Perché interessarci a una storia in apparenza distante da noi? Ricordare, oggi, ha ancora un senso?
Lo spettacolo nasce da mesi trascorsi in Bosnia Erzegovina. Il personaggio protagonista è un collettore di racconti, interviste, cevapi mangiati e sigarette fumate insieme a abitanti di Mostar, Sarajevo e Srebrenica.
In cosa era diversa la situazione balcanica da quella dell’Europa di oggi, dai nostri governi che tendono sempre più a un isolamento nazionalista? Possiamo imparare qualcosa dal passato per non ripetere oggi ciò che è stato?
“Sono felice che mio figlio non sappia niente della guerra. Io non gliela spiego. Not today. Però la spiego a chiunque mi paghi. You, tourist. My pain is my money. Vuoi la guerra, ti vendo la guerra. Business.”
testo e regia Federica Cottini
con Michelangelo Canzi
scene Mattia Franco, Alice Capoani
costumi Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano
luci Paolo Latini, Simona Ornaghi
grafiche Anna Farina
produzione Binario Vivo – Teatro Nuovo di Pisa
si ringraziano Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (Milano) e Pilar Ternera – NTC (Livorno)








